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Florida: Politici e attivisti chiedono soluzione rapida e definitiva per migranti venezuelani

venezuelan migrants

Richiesta soluzione definitiva al problema migranti venezuelani

Miami (Florida, USA). 14 lug. (LaPresse) – Un fronte bi-partisan di politici della Florida e diverse organizzazioni venezuelane negli Usa continuano a chiedere una soluzione definitiva e rapida per regolamentare l’immigrazione dal Venezuela e proteggere gli esuli giunti negli States anche di recente. 

Esteso il TPS

Nonostante il presidente Joe Biden abbia esteso di 18 mesi il Temporary Protected Status (TPS), misura di supporto umanitario che permette ai venezuelani arrivati negli USA prima dell’8 marzo 2021 di vivere e lavorare legalmente nel paese, si tratta di un provvedimento temporaneo che esclude tutti i nuovi arrivati. Se circa 343mila venezuelani che si trovano negli States e sono concentrati prevalentemente in Florida sono idonei al TPS, la cui data di scadenza è stata prorogata a marzo 2024, le procedure per ottenere la protezione sono estremamente lente: di solito, tra i 13 e i 15 mesi.

Burocrazia

Come nota la presidente della Venezuelan American Alliance Maria Antonieta Diaz, molte persone stanno aspettando di ottenere il TPS da oltre un anno e la protezione temporanea non è una risposta adeguata ad una crisi umanitaria che durerà a lungo. “La situazione politica turbolenta e la devastante crisi economica in Venezuela, causate dal regime di Nicolas Maduro, non sono temporanee e, sfortunatamente, non miglioreranno nei prossimi 18 mesi,” spiega Diaz. 

Migranti venezuelani negli States

Secondo il Census Bureau, la Florida ospita circa 207.600 persone nate in Venezuela, delle quali circa 137mila vivono nella zona metropolitana di Miami.

Dati forniti dal governo americano rivelano che oltre 250mila venezuelani si sono rifugiati negli Stati Uniti tra il 2021 e i primi sei mesi del 2022. 

Secondo l’U.S. Customs and Border Protection, tra marzo 2021 e maggio di quest’anno le autorità di frontiera hanno incontrato circa 145mila mila venezuelani al confine tra USA e Messico, un numero molto più elevato rispetto agli anni precedenti: 48.678 nel 2021 e 2787 nel 2020. 

“Sono contento che molti nostri connazionali possano approfittare di questa misura. Ma cosa stanno facendo gli USA per i 23 milioni di persone intrappolate in Venezuela sotto il regime dei narco?” dice a LaPresse Ernesto Ackerman, presidente dell’IVAC (Independent Venezuelan American Citizens) Miami. “Ci hanno dato una caramella, un contentino, ma poi fanno affari con la tirannia? Hanno eliminato le sanzioni per un membro della famiglia della moglie del dittatore. Cosa stanno facendo di buono?”

Crisi umanitaria in Venezuela

Una gravissima crisi umanitaria ed economica, accompagnata all’instabilità socio-politica, ha spinto oltre 6 milioni di persone a scappare dal paese. Decine di politici della Florida di ogni orientamento hanno chiesto al presidente Biden di estendere la data di idoneità al TPS almeno al 31 dicembre 2021. “La contea di Miami-Dade vuole continuare ad offrire stabilità e possibilità a migliaia di famiglie che cercano la loro opportunità di vivere il sogno americano,” ha scritto la sindaca di Miami-Dade Daniella Levine Cava (partito democratico) in una lettera al segretario di Homeland Security Alejandro Mayorkas, unendosi al coro di politici ed attivisti che chiede di posticipare la data per qualificarsi per il TPS, nonché misure di protezione più durature. 

Richieste di politici e attivisti

La repubblicana Wassermann Schultz e tanti suoi colleghi stanno provando a fare pressioni per spostare la data per il TPS per includere i migranti arrivati dopo l’8 marzo 2021. “Anche loro vivono nella paura di essere costretti a tornare nel paese del brutale e repressivo governo di Maduro. Anche la loro sicurezza è cruciale mentre proviamo a restaurare la democrazia e la pace in Venezuela,” ha detto. 

I venezuelani arrivati dopo l’8 marzo 2021 si trovano in un limbo, senza permesso di soggiorno e di lavoro. “Le opzioni sono limitate. “Possono chiedere asilo politico se sono arrivati negli States da meno di un anno e riescono a dimostrare di essere stati perseguitati,” spiega a LaPresse Nicola Condello, avvocato di Tosolini, Lamura, Rasile & Toniutti in Florida. “C’è l’opzione classica del matrimonio con un americano o restano illegalmente, sperando in una moratoria per gli immigrati promessa già da anni, prima da Obama e poi da Biden.”

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